Eluana Englaro è roba mia

... E SE MUORE MI OFFENDO

Sì, lo so che il titolo è forte e che leggendolo avete aggrottato le sopracciglia. Vi ho visti.
Mi scuso per questo spiacevole impatto, ma chiedo ugualmente comprensione; è proprio così, chiedo semplicemente un po' di sana e spassionata comprensione a tutti voi, splendidi sconosciuti esseri umani, convinti - come me - che cuore e cervello siano una cosa sola, e che proprio in questa prodigiosa identità si celi il significato più alto della nostra natura di bestie morali.
Vi chiedo comprensione, perchè sono un uomo intimamente ferito. E sono ferito - e offeso, e infastidito, e vilipeso - perchè oggi, vagando per dipartimenti e biblioteche del mio ateneo, mi sono imbattuto nel'ennesimo insulso e supponente volantino di Comunione e Liberazione.

L'ho letto tutto d'un fiato.
E qui torno a chiedervi comprensione, perchè ho fatto una cosa che non si dovrebbe mai fare; la mia coscienza, che già è fragile per i cazzi suoi, non ha resistito all'impatto: terminata la lettura, ho buttato un veloce sguardo intorno e ho strappato il volantino dal muro. Ma non l'ho cestinato, troppo facile!, l'ho piegato e l'ho messo nella mia borsa. Ora è qui, davanti a me: vi chiedo comprensione, ma sento il bisogno di trascriverlo. Ho bisogno di condividere.
In blu i miei commenti.

Cominciamo:
Caso Eluana: Carità o violenza?


[citazione] «Capire le ragioni della fatica è la suprema cosa nella vita, perché l’obiezione più grande alla vita è la morte e l’obiezione più grande i sacrifici... Il sacrificio più grande è la morte» (don Giussani).[citazione]
Come disse Siddharta: eh?
Che società è quella che chiama la vita “un inferno” e la morte “una liberazione”? Dov’è il punto di origine di una ragione impazzita, capace di ribaltare bene e male e, quindi, incapace di dare alle cose il loro vero nome?
Ahi, ahi. Si parte male. Questa gente ci sottovaluta, cari miei. Questa gente crede poter tirarci per un orecchio su un piano dialettico che non ci appartiene, che non ci interessa, ma in cui loro pensano indubbiamente di avere il monopolio delle risposte. Non permettiamoglielo. Nessuno di noi ha mai farneticato apodittiche stronzate sull'infernalità della vita o sulla voluttà della morte. Questo gioco non ci diverte: si vola troppo in alto, e noi non vogliamo farlo, perchè soffriamo di splendide e invidiabili vertigini.
Sono loro, casomai, che si arrogano il diritto di blindare nel capzioso super-concetto "Vita" un personalissimo "inferno"; sono loro che, ad ogni modo, rifiutano il reale contesto della questione, un contesto che è squisitamente dell'uomo, e in cui ad essere in gioco non è questa o quella denominazione controllata di vita o di morte, bensì il cruciale valore della volontà di un essere umano in merito alle vicende del proprio corpo e della propria psiche. E' una questione di persone, bellezze. Il bene ed il male non c'entrano un beneamato cazzo (a meno che non si voglia implitamente far intendere che ad essere "male" è la stessa pretesa dell'uomo di contare qualcosa nelle decisioni di autodeterminazione).
L’annunciata sospensione dell’alimentazione di Eluana è un omicidio.
Non è vero. Nel decidere quel che ha deciso, la Cassazione ha preso atto dell'esatta ricostruzione - da parte della Corte di Appello di Milano - delle volontà espresse da Eluana quando era cosciente. Il codice di deontologia medica impone, e sottolineo impone, al personale sanitario di astenersi dalle cure in caso di volontà contraria - anche pregressa - del paziente, ed in ogni caso, e sottolineo in ogni caso, nel momento in cui sia scientificamente apprezzabile l'oggettiva sproporzione tra cure e risultati, nonché tra invasività delle stesse e qualità della vita. Il codice penale, a sua volta, prevede che non possa essere incriminato chi realizza una condotta nell'adempimento di un dovere (in questo caso, il medico). Ergo, la sospensione dell'alimentazione di Eluana Englaro non è omicidio.
Benvenuti in Italia, un paese che, nonostante i politici che vi rappresentano, è ancora uno stato di diritto costituzionale.
La cosa è tanto più grave in quanto impedisce l’esercizio della carità, perché c’è chi si è preso cura di lei e continuerebbe a farlo.
E qui vi volevo. Eluana Englaro è roba vostra, è roba delle suorine che l'hanno accudita, è roba di chi "si è preso cura di lei e continuerebbe a farlo". Non vi smentite mai.
Eluana, quel che cercano di dirti è che se muori sei un tantino ingrata. Chi sei tu per "impedire l'esercizio della carità" di qualcuno? Avanti, abbi rispetto. Non sei più una bambina.
Nella lunga storia della medicina il suo sviluppo è diventato più fecondo quando, in epoca cristiana, è cominciata l’assistenza proprio agli “inguaribili”, che prima venivano espulsi dalla comunità degli uomini “sani”, lasciati morire fuori dalle mura della città o eliminati. Chi se ne fosse occupato avrebbe messo a rischio la propria vita. Per questo chi cominciò a prendersi cura degli inguaribili lo fece per una ragione che era più potente della vita stessa: una passione per il destino dell’altro uomo, per il suo valore infinito perché immagine di Dio creatore.
Questo è un altro cavallo di battaglia dei discorsi paleo-cristiani di questi individui.
Notate come l'argomento sia suddivisibile in porzioni dialettiche distinte:
- nella prima porzione, come sempre, CL rivendica la primogenitura cristiana di qualcosa. Le cure palliative, l'università, gli ospedali, il gorgonzola, la scabbia, qualsiasi cosa. E' un evergreen dei ciellini, da Renato Farina a Socci. In ogni caso, però, non è certo il bollino blu sulle cure palliative ciò su cui dobbiamo soffermarci (ripeto: non cadiamo nelle loro trappole). Il punto cruciale è quello successivo:
- siamo alle solite: cristiano è buono, laico è cattivo. Laico è cattivo, si dice, perché laico non concepisce la cura del prossimo se questo prossimo "non serve più", perchè - ad esempio - inguaribile: l'attenzione affettuosa verso un qualcosa che non ha più alcuna "funzione" può giustificarsi solo nell'ottica di un riconoscimento di un significato trascendente (e quindi religioso) in tutto ciò che esiste. In poche parole: solo il cristiano può amare per il mero valore che la cosa ha in sé; l'arido laico, invece, può arrivare addirittura a concepire l'eutanasia economica di hitleriana memoria, in quanto - non conoscendo Dio - non conosce il reale valore dell'essere umano.
Questa è una violenza che io non accetto. La "passione per il destino dell’altro uomo", sul pianeta Terra, non è giustificata solo e soltanto dal "valore infinito (dell'uomo stesso) perché immagine di Dio creatore". Io non amo il prossimo perchè il prossimo mi rammenta la grandezza di Dio: io amo il prossimo perchè il prossimo è una gran bella cosa, e merita di essere amato per il suo intrinseco valore. (Ehilà!, siamo umani anche noi!). Io, a differenza loro, non ho bisogno di vedere Dio nel prossimo; quindi, se vogliamo, i veri gretti sono loro.
Il caso Englaro non fa eccezione. Beppino Englaro ama sua figlia perchè è sua figlia. E proprio perchè la ama, è disposto a privarsene - materialmente parlando - pur di veder realizzate le sue volontà. O vogliamo forse velatamente dire che, in realtà, Beppino Englaro non ama sua figlia? Vale la pena di arrischiarsi in simili oscenità pur di provare la consumata ebbrezza di dare dei nazi-spartani a noi laici?
Così il caso Eluana ci mette davanti alla prima evidenza che emerge nella nostra vita: non ci facciamo da soli. Siamo voluti da un Altro. Siamo strappati al nulla da Qualcuno che ci ama e che ha detto: «Persino i capelli del vostro capo sono contati». Rifiutare questa evidenza vuol dire, prima o poi, rifiutare la realtà. Persino quando questa realtà ha il volto delle persone che amiamo.
E qui inizia un altro must della comunicazione ciellina: convincerti che, in realtà, tu sei cristiano almeno quanto loro. Solo che non lo accetti. Sei come un frocio da curare.
Questa gente, dopo averti dato del pazzo, del nazista e dell'omicida, ti svela dolcemente che la tua, dopotutto, non è cattiveria: il tuo problema, caro laico, è che non riesci a vedere l'evidenza. L'evidenza è che un signore invisibile con la barba ti ha sborrato sul mondo affinché tu fossi immagine, somiglianza e testimonianza della sua esistenza. "Rifiutare questa evidenza vuol dire, prima o poi, rifiutare la realtà".
Il che, detto da chi deve ancora decidere se perdonare o meno Copernico, è davvero notevole.
Ecco perché arrivare fino a riconoscere Chi ci sta donando la presenza di Eluana non è un’aggiunta “spirituale” per chi ha fede. È una necessità per tutti coloro che, avendo la ragione, cercano un significato. Senza questo riconoscimento diventa impossibile abbracciare Eluana e vivere il sacrificio di accompagnarla; anzi, diventa possibile ucciderla e scambiare questo gesto, in buona fede, per amore.
Eluana Englaro non è al mondo per donarmi la sua presenza; ne è obbligata a farlo. Eluana Englaro è di se stessa, e di nessun altro. Nessuno, nemmeno l'affetto più caro che si ha, ha il diritto di ritenersi vincolante ragione d'esistenza per chi gli sta intorno; se ciò avviene, l'affetto cessa di essere affetto e diventa un credito.
Vedere Dio in Eluana non è affatto una necessità per chiunque. A Beppino Englaro basta vedervi il volto di sua figlia, per soffrire e trovare la forza di portare avanti le proprie scelte. accolandosi anche la fatica di dover controbattere a voi impuniti tromboni. Perchè siete così beceri?
La naturale tensione verso l'assoluto che caratterizza l'uomo non autorizza alcuni individui a decidere che i restanti debbano necessariamente farsi condizionare da questa ricerca, soprattutto se l'assoluto in questione ha in realtà un nome ed un cognome predeterminati; né è un'operazione umana e corretta quella di riconoscere - alquanto provocatoriamente - la "ragione" solo in coloro che si interrogano su detto assoluto.
E infine: io non voglio "abbracciare Eluana". Io non voglio, ne ho diritto di volere niente, in merito ad Eluana. Io, come voi, non conosco né ho mai visto Eluana Englaro. Io vorrei soltanto vivere in un paese laico, in cui l'autodeterminazione dell'individuo sia principio realmente condiviso.
Un paese, magari, in cui gli oltranzisti cristiani utilizzino una retorica meno falsa e stucchevole della vostra.
Il cristianesimo è nato precisamente come passione per l’uomo: Dio si è fatto uomo per rispondere all’esigenza drammatica - che ognuno avverte, credente o no - di un significato per vivere e per morire; Cristo ha avuto pietà del nostro niente fino a dare la vita per affermare il valore infinito di ciascuno di noi, qualunque sia la nostra condizione.
Che questo cristianesimo che andate propagandando sia la "religione dell'amore e della gioia" è macroscopicamente una gigantesca stronzata. Al cristianesimo oltranzista non si aderisce, se non dopo una massiccia insufflazione di senso di colpa e repressione. Questo continuo approcciarsi al prossimo come se fosse un inconsapevole malato di mente, questo imperterrito monito alla generosa sofferenza patita aggratis per causa nostra da un omino della Palestina romana, questa infinita religione dell'infinito debito verso l'infinito: siete tristi. Vi schierate a falange, come fiera milizia di un Cristo che forse nemmeno vi appartiene, ma ciascuno di voi è dovuto prima passare dalle strette forche caudine del proprio autosoffocamento. Si vede, si sente.
Carità o violenza?
Abbiamo bisogno di Lui, per essere noi stessi. E abbiamo bisogno di essere educati a riconoscerLo, per vivere."
Il problema di educazione è vostro.
Siete bravissimi a parlare di Cristo, ma totalmente incapaci di parlare di Eluana.


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31 commenti:

BC. Bruno Carioli ha detto...

Posso solo congratularmi con te.
Sia perchè hai retto alla lettura di tesi di CL poi perchè, e qui parlo seriamente, hai sviluppato un grande ragionamento.

Temperino ha detto...

Io non ho retto fino in fondo alla lettura del volantino porno-cattolico...

Credo sempre le stesse cose, e mi spiace...

Son "loro" che hanno fatto della vita un inferno, regalando all'umanità concetti cardine come peccato e senso di colpa...

Son "loro" che fanno della morte una liberazione, perché solo allora potranno ricongiungersi con dio nella beatitudine più totale...

Eluana è morta.
E' in una condizione in cui forse anche i medici avrebbero difficoltà a definire "vita".

Basterebbe questo per far capire il concetto distorto che questi porno-bigotti hanno della vita.

Chiamare vita quella di Eluana è un'offesa persino alla mia stupidità, e se per loro (non per me) quella è vita io sarei felicissimo di condurli nello stesso stato, affinché le suorine possano esercitare l'esercizio stilistico della carità...
Di modo che alla fine possa esserci più paradiso per tutti!
Cribbio...

Purtroppo non tutti i cristiani sono così bigottamente coglioni. Sarebbe stato troppo facile :P

Comunione e liberazione
del culo delle loro madri.

Amen

GG ha detto...

Mi piace il termine porno-cattolici.

Non mi interessa, ripeto, il discorso su cosa sia e cosa non sia vita. Non credo sia questo il punto: così facendo accettiamo il loro piano dialettico.

(dicono che siamo materialisti, ma coloro che difendono la mera vita biologica sono loro... chiusa parentesi).

Credo che l'importante sia sottolineare il valore della volontà del paziente.
Welby aveva una vita intellettuale ricchissima. Eppure voleva morire, a prescindere da un giudizio di valore sulla sua attività di ente morale. E aveva tutto il diritto di volerlo.

Anonimo ha detto...

La vicenda di Eluana lascia un profondo senso di tristezza e di malinconia. Era una zagazza allegra e sportiva, poi tutto ad un tratto si è ritrovata in un incubo terribile. E' vero, la sua era diventata una non vita a tal punto che la natura stessa aveva deciso di interromperla, ma noi uomini, per soddisfare unicamente il nostro egoismo, abbiamo infierito su di lei con un insano accanimento terapeutico. Non possiamo sapere cosa pensasse Eluana, perchè io credo che comunque lei fosse consapevole del suo stato,benchè non lo potesse esprimere. Lei era consapevole che la natura aveva fatto il suo corso e sicuramente la sua mente sapeva che doveva essere finita già da tempo, ma qualcuno e qualcosa la tenevano qui, continuando a farla soffrire. Il papà ne era assolutamente consapevole ed ha voluto liberarla. Onore a questo papà che ha preso una decisione fra le piu' terribili, ma il suo amore per Eluana era piu' forte del suo stesso dolore. Ora basta! Basta!

acero ha detto...

Io lavoro in un'università, e quindi di questi volantini prolissi e verbosi che sproloquiano inutilmente ai limiti della comprensibilità ne vedo quotidianamente.
La cosa che, come laico, mi consola, è che il motivo per cui scrivono queste e altre cose è evidente: sono indispettiti dalla nostra libertà, dal fatto che non abbiamo colpe da espiare, non abbiamo paura della realtà e siamo sereni.
Mentre loro vivono come dei servi e si rovinano la vita per paura del nulla.
E' questo dispetto che gli da tanta energia per esecrarci. Pensa a quanto lavoro di distruzione della propria identità sta dietro a uno scritto come quello che hai citato. Presumiamo che sia scritto da una persona intelligente, magari come te: pensa a cosa dovresti arrivare a fare alla tua identità per declamare in pubblico, per iscritto, una tesi del genere.
E' terrificante, non ti pare?

GG ha detto...

@ acero:

Perfettamente d'accordo. E' il messaggio che ho cercato di far passare verso la fine.

IL LAICISTA ha detto...

Post superbo!

sam ha detto...

Ho conosciuto CL molto, molto da vicino. Conosco i loro modi e perfino la loro violenza camuffata da pietà. Questo volantino ne è un esempio.
Bravissimo GG. Hai un gran pelo.

Marcoz ha detto...

Ottimo lavoro.
Io, per carenza di tempo e per carenza intellettuale, sono stato costretto alla sintesi, sul mio blog, dopo che mi fu sottoposto il volantino in questione.
Ma in quanto al titolo mi sa che ti batto (Non uccidetela, ci serve!).

Saluti
Marcoz

GG ha detto...

@marcoz:

E' vero, il tuo titolo è da oscar.
Ho scelto quello che ho scelto semplicemente perchè il volantino cerca di far passare anche quello, cioè questa losca immagine DI TUTTI NOI come offesi e vilipesi dalla morte di Eluana; dall'impossibilità di abbracciarla, più che altro.
E' il porno-cattolicesimo di cui sopra, credo.

GG ha detto...

@ sam:

"Bravo GG. Hai un gran pelo".

Stai cercando di rimorchiarmi? :D

Bastian Cuntrari ha detto...

Splendido!
Ho apprezzato, sopra ogni cosa, la misura con cui hai replicato - punto per punto - alle farneticazioni di CL.
Questione, oltre che di stile e di classe, di lucidità anche nella rabbia: io non ce l'avrei fatta...

GG ha detto...

@ bastian:

Ti ringrazio. Effettivamente non so neanche io come abbia fatto a non sbavare tutta la tastiera!

Leilani ha detto...

Sottoscrivo ogni parola.
Meriteresti un applauso.

Anonimo ha detto...

Mi spiace, ma davvero brutto. Più verboso e illeggibile di certi volantini di CL. Puoi fare molto meglio. Sul caso Eluana sto con chi afferma che si tratta di un omicidio. E per due motivi:
1- La volontà del paziente è sempre da rispettare, ma in questo caso abbiamo una volontà riportata dal padre. Altri testimoni non ce ne sono e se ce ne fossero non sarebbero sufficienti perchè ad oggi non esiste il testamento biologico (scritto e nemmeno orale). Quanti di noi, di fronte ad una sofferenza estrema, dicono delle frasi tipo: "Io se devo morire in quel modo, preferisco morire prima!" (bella forza, chi vuol soffrire?). Come questa mille altre...per fortuna non ci prendiamo alla lettera...
2- Perchè Eluana c'è. Altrimenti non la si vorrebbe eliminare. Se fosse già morta, non si farebbe una battaglia di questo tipo. La battaglia si fa per togliere quel che c'è. Forse è banale, ma dietro a tante complicati discorsi, è la cosa più immediata. Vicino a casa mia c'è una ragazza esattamente in queste condizioni. Ho chiesto ai suoi familiari che l'accudiscono. "Vostra figlia è viva?". Mi hanno guardato come se avessi detto una domanda del tipo: "Di che colore è il cavallo bianco di Napoleone".

IL LAICISTA ha detto...

"La volontà del paziente è sempre da rispettare, ma in questo caso abbiamo una volontà riportata dal padre."
Come no, basta ricordarsi del caso Welby, nevvero?

GG ha detto...

@anonimo:

Non c'è la legge, ma c'è la Costituzione, il codice penale, il codice di deontologia medica (cui quest'ultimo si appoggia), la Convenzione di Oviedo sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina...

p.s. I genitori di Eluana Englaro non sono i genitori della tua conoscente. O sbaglio?
E' irrilevante?

Franca ha detto...

Al di là della legge, al di là della Costituzione, quello che ci dovrebbe muovere è la propria personale coscienza.
Non quella collettiva di una classe di persone (i cristiani, i laici, i politici...), ma la propria.
E io sono sicura che la coscienza personale farebbe fare ad ognuno la scelta giusta per sè...
In quanto all'anonimo che dice che quella espressa non è la volontà di Eluana, ma quella del padre basterebbe ricordare che per chi non è capace di intendere e volere viene nominato un tutore che ha titolo ad operare in sua vece.
Io credo che questi casi non avverranno più quando l'uomo avrà imparato ad avere "pietà", nel senso profondo del termine.
Per il momento esprimo tutta la mia solidarietà, il mio rispetto e la mia ammirazione per il signor Englaro per la dignità con cui ha sopportato il suo immenso dolore...

Jean Lafitte ha detto...

Complimenti, il tuo blog è stato selezionato per far parte di Karl Marx Platz, il nuovo aggregatore della sinistra.
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Puoi trovare ulteriori informazioni e precisazioni nel form "Perché Karl Marx Platz?" che si trova nella colonna di sinistra del nostro sito.
Per qualsiasi chiarimento potete contattarci all'indirizzo di posta elettronica: jeanpierrelafitte@gmail.com

Chit ha detto...

Tra un po' magari vien pure fuori che questo volantino l'ha scritto Gramsci!? :-S

Anonimo ha detto...

Quanto astio.

Ma avete ragione su un punto: Eluana non è ne' di CL ne' tantomeno dei preti o di Bagnasco.
A quanto pare appartiene invece solo al padre, che ne dispone a suo piacimento in maniera squisitamente medievale, con tanto di diritto di vita e morte.

Viva il progresso! (contro l'oscurantismo della Chiesa, etc. etc.)



P.S.: ho letto tante insinuazioni in quest'ultimo post (beh, non solo in quest'ultimo post), la maggior parte delle quali ridicole, le altre non facevano nemmeno ridere, quindi mi permetto di farne una anch'io.
Il continuo, morboso, pedante ed ossessivo ricorso a codici e giurisprudenza da la forte impressione che qui si metta la legge su un piano superiore a quello della vita umana. Stiamo parlando di una persona o di un cocomero?

Marcoz ha detto...

Il corpo di Eluana è, di fatto, equivalente a un cocomero (stato "vegetativo" dice niente?).
Però sappiamo che quel corpo apparteneva (e continua ad appartenere) a una persona che aveva espresso determinate volontà che sono state giudicate effettive, reali, in seguito alle necessarie indagini sul caso.
Vogliamo rispettare la volontà della persona riguardo al destino di se stessa oppure no?
Nel volantino di cui sopra, se non si è accecati dall'amore per Dio, salta all'occhio con evidenza che la tesi è: Eluana ci serve (morta o semi-morta) per dare senso alla nostra fede.
La ragazza è uno strumento di Dio, insomma.

Poi non mi si venga a dire che ella può aver cambiato idea o che in realtà le verifiche delle sue dichiarazioni da viva non possono essere così certe, perché le persone che sostengono questo sono le stesse che obbligherebbero comunque individui dotati di coscienza e consapevolezza a una condizione che non riescono più a sopportare (vedere anche casi recenti).
E per farlo accoglierebbero a braccia aperte norme illiberali nei "codici" e nella "giurisprudenza", mettendo sicuramente in primo pianola legge - ma ad esclusivo loro gusto - rispetto alla vita umana dei singoli.

Marcoz

IL LAICISTA ha detto...

@Marcoz
Un commento da applausi!!

Anonimo ha detto...

Eluana un cocomero? Beh, se così fosse, sì. E' ragionevole non darle più acqua! Ho l'impressione che in questa vicenda ci siano un paio di persone che di fronte a chi ritiene Eluana un cocomero (stato vegetativo, no?) e quindi ne voglia disporre come vuole, si pongano in modo diverso: le suore di Lecco che in uesti anni si sono prese cura, come nessun altro, di Eluana. Mentre il padre girava da un avvocato all'altro, da un tribunale all'altro, da una trasmissione all'altra per convicersi e convicerci che Elauna è un cocomero, le suore l'hanno alzata tutte le mattine, l'hanno pulita, l'hanno servita, amata...fino a chiedree addirittura che venga lasciata a loro. Per loro, quella non è un'anguria di nome Eluana, ma una giovane di nome Eluana. Tra tutti i protagonisti di questa storia, io scelgo loro. Non per difendere una posizione piuttosto che un altra, ma per riconoscere una statura umana più grande. Più geniale. Più innamorata.

Marcoz ha detto...

"Eluana un cocomero? Beh, se così fosse, sì. E' ragionevole non darle più acqua! (…)e quindi ne voglia disporre come vuole"
Scusi Egr. Anonimo, ma il fatto che la ragazza sia in uno stato assimilabile a un vegetale è, in fondo, irrilevante. Quello che fa la differenza è la nostra volontà riguardo noi stessi. Pensavo che il nocciolo della questione fosse chiaro.
Questo significa che se da una parte dobbiamo rispettare quella di Eluana Englaro, dall'altra siamo tenuti a offrire assistenza a tutti coloro che, trovandosi nelle medesima situazione, vorrebbero un trattamento differente (qui nessuno vuole andare in giro a staccare sondini a pazienti in SVP o respiratori a malati di SLA).
Quindi, cocomero o no, è l'individuo che decide per se stesso.
Quello che sceglie lei, o che scelgo io, o che provano le innamorate suorine di fronte alla loro bambolina, viene dopo la scelta che il diretto interessato fa sulla propria esistenza e sul proprio corpo.
Lei, sig. Anonimo è disposto a rispettare le volontà altrui in questo senso, sì o no?

GG ha detto...

Esatto.

QUESTO è non farsi infinocchiare.

Anonimo ha detto...

Trovo che non farsi infinocchiare stia invece nel non cadere nella ridicola e retorica "trappola della volontà". La volontà di una persona non è e NON PUO' ESSERE in moltissimi casi determinante per decidere il da farsi, a questo ci arriverebbe anche un bambino. Se così non fosse, bisognerebbe rispettare la volontà di chi vuole suicidarsi, o di chi vuole far del male a qualcuno. Obiezione: il voler far del male a qualcuno implica un conflitto tra libertà personale ed altrui, obiezione accolta. Rimane il caso del suicidio, per il quale nessuna persona con un briciolo di umanità si sognerebbe di avallare la volontà dell'aspirante suicida, ma cercherebbe di impedirlo in tutte le maniere.
Senza scomodare Iddionnipotènte il punto è che, nonostante tutto, non siamo (o non siamo ancora diventati) delle isole.

P.S.: Trovo fuori luogo e abbastanza ripugnante sentire del sarcasmo su persone (le suore di Lecco) che meriterebbero quantomeno l'astensione da qualsiasi tipo di commento.

Marcoz ha detto...

Sig. Anonimo,
propendere per la vita sempre e comunque è proprio il contrario di tenere un atteggiamento umano e crea isole proprio nelle persone che subiscono la "condanna a vita", ignorate nella loro richiesta solo perché la vita è sacra, o discorsi del genere. Partendo da questo presupposto si diventa insensibili ai sentimenti di chi è arrivato a una decisione estrema e che, se siamo in grado di farlo, dovremmo cercare di comprendere nel profondo.

Adesso, per fare un poco di chiarezza (e per non infondere la sensazione che chi scrive ragiona come un bambino), faccio notare che "avallare la volontà dell'aspirante suicida" - su cui io sono possibilista - non significherebbe riempire un modulo con dati anagrafici in cui si indica la modalità preferita per dipartire, e via, senza indagini approfondite e protratte per un certo periodo di tempo, allo scopo di verificare se la richiesta è frutto di depressioni o di stati d'animo momentanei. Inoltre, nessuno qui si sognerebbe di non intervenire, fosse mai possibile, per impedire il gesto di chi si sta buttando da un ponte, proprio perché non conosciamo i motivi che lo spingono a farlo.

Riguardo al sarcasmo percepito nelle mie parole, devo dire che in realtà mi ero censurato, nel commento precedente (cosa che non faccio ora).
Le suore, che hanno dichiarato di volore affidata loro la ragazza, se il padre non ne vuole più sapere (!), cosa fanno? Accudiscono il corpo di E.E., sì: la spostano, la girano, la lavano, la cambiano, le fanno muovere le braccia e le gambe, eccetera. Tutte cose che la ragazza non avrebbe voluto fatte su di lei, in quello stato.
La stessa cosa potrebbe funzionare se a garantire queste cure fosse un maniaco sessuale che ogni tanto la usa per dar sfogo ai suoi impulsi (tanto la ragazza non sente e per i familiari è morta: chi se ne frega?).
Ecco cosa penso: chi la vuole tenere in quelle condizioni - suore comprese - la stupra per soddisfare i propri ideali filosofici, ne più ne meno.
Riservare solo del sarcasmo, in questo caso, significa essere magnanimi.

Marcoz

scazonte ha detto...

l'ho letto in ritardo ma resta un gran bel post (belli anche i commenti di Marcoz)

Anonimo ha detto...

Grazie per aver fatto leggere a tanti il bellissimo e ragionevole volantino di CL su Eluana. Le vie del Signore sono infinite : chissà cosa può venirne fuori, imprevedibilmente.
Ciao
Luigi

Anonimo ha detto...

DIMMI PERCHE' TU ALLORA RIVENDICHI IL DIRITTO DI POTER DECIDERE SULLA VITA O LA MORTE DI ELUANA, NON E' IMPORTANTE ESSERE IL PREFETTO, IL GIUDICE, IL SINDACO, IL PRESIDENTE O LA MAMMA E IL PAPA' PERCHE' NEANCHE LORO HANNO DECISO DI DARLE LA VITA FIGURIAMOCI SE POSSONO DECIDERE DI TOGLIERLA. LE SUORINE COME LE CHIAMI TU HANNO DATO LA LORO DISPONIBILITA' E ALLORA CHE COSA C'E' DI MALE...?TI DA FASTIDIO?NON DECIDO IO QUANDO APPARIRE SULLA FACCIA DELLA TERRA FIGURIAMOCI SE POSSO DECIDERE QUANDO E COME SCOMPARIRE. E FIGURIAMOCI SE PUO' DECIDERE UNA TERZA PERSONA PER ME...E POI SECONDO QUALE LOGICA DOVREBBE MORIRE?NON E' VITA QUELLA?ALLORA DATEMI LA DEFINIZIONE DI VITA.COS'E' LA VITA?E LA MORTE?ERA VITA QUELLA CHE FACEVANO GLI EBREI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO, I PRIOGINIERI NEI GULAG, O I MENOMATI,GLI AMMALATI DI AIDS O DI ALTRE PATOLOGIE TERMINALI? SECONDO ME SI MA DEDUCO DAL TUO RAGIONAMENTO CHE NON ERA VITA...FORSE PER TE VITA SAREBBE DORMIRE SU DI UN LETTO CALDO,ALZARSI ED AVERE TUTTO APPOSTO FISICAMENTE, I SODI DI PAPA', CIBO A VOLONTA' , UNIVERSITA',LAVORO, SUCCESSO,TV,MODA,AUTO....ECC ECC...NO IO NON PENSO SIA SOLO QUESTO.E CHE COS'E' UN UOMO?UNA BESTIA AL SERVIZIO DI SE STESSO O ALTRO?MI RICORDO DI UN CELEBRE SPORTIVO:"QUELLO CHE TI DEVI AUGURARE SONO I FISCHI, SE UN GIRNO NON TI FISCHIANO PIù ALLORA DOVRAI INCOMINCIARTI A PREOCCUPARE PERCHE' NON TI TEME PIU' NESSUNO" NIENTE DI PIU' VERO QUANDO TI FISCHIANO SEI TEMUTO...ED E' PER QUESTO CHE TI SEI SCALDATO TANTO PER UN VOLANTINO CHE NON MOSTRAVA NESSUN SEGNO DI VIOLENZA NEI CONFRONTI DEL LETTORE. ERA UNA IDEA NOSTRA DI COME VIVIAMO LE COSE,E NON DI COME LE VEDIAMO CHE E' TOTALMENTE DIFFERENTE...SE NON CAPISCI UNA FRASE COSI' SEMPLICE DI DON GIUSSANI,PERCHE' DIRETTA AI SEMPLICI E NON HAI COMPLESSI COME TE, MI CHIEDO COME TU FACCIA A STRE ANCORA ALL'UNIVERSITA'.

PARLO ANOME DI TUTTI I CIELLINI CHE COME ME HANNO LETTO LE OFFESE RISERVATE A NOI NEL TUO POST
A MIO AVVISO SI TRATTA DI VIOLENZA GRATUITA...D'ALTRONTE E' STATO SEMPRE COSI' CHI NON HA ARGOMENTI HA SEMPRE USATO AL VIOLENZA.

GRAZIE

IEZZI LIVIO ANDREA

livioandreaiezzi@virgilio.it