Scendi, Travaglio, scendi

HO DETTO ABOLIRE?

Vorrei approfittare di questo spazio per dare un consiglio spassionato a Marco Travaglio, apprezzatissimo giornalista nostrano, recentemente condannato a 8 mesi di reclusione (sospesi) e 100 euri di multa per aver diffamato - così ha sentenziato il Tribunale in primo grado - il buon Cesare "Er Ganascia" Previti in un articolo del 2002 dal titolo "Patto scellerato tra Forza Italia e Mafia".

Se me lo concedete, vado:


Caro Marco Travaglio,
in nome della stima che mi lega ai tuoi libri (non tutti, a dir la verità) e al tuo lavoro di cronista di giudiziaria, mi permetto di elargirti un umile ma prezioso consiglio per il futuro.
Il consiglio è il seguente: la prossima volta cerca di evitare, se ci riesci, di scrivere cose tipo "se poi si abolisse il grado di appello [...] salvo l'emergere di nuove prove, e si introducesse un filtro severo ai ricorsi in Cassazione [...] si dimezzerebbero tout court i tempi del dibattimento, così come avviene in quasi tutto il resto del mondo civilizzato"*; potrebbe infatti capitare anche a te di essere condannato, e di voler - legittimamente, nell'esercizio di quello che è semplicemente un diritto fondamentale - rilasciare dichiarazioni giornalistiche del tipo "Non me l'aspettavo. Farò appello. Spero che sei occhi o dieci, in Cassazione, vedano meglio dei due del giudice monocratico". Ti troveresti in una situazione alquanto imbarazzante, decisamente da evitare.

Senza contare - ma questo trascende dal discorso sull'abolizione del grado d'appello - che ormai, caro Marco, sei un delinquente a tutti gli effetti. Uno di quelli a cui, a voler abbracciare il rigido dettame morale (sottolineo: morale) di un altro illustre condannato tuo amico (Beppe Grillo), non bisognerebbe affidare nemmeno un mazzo chiavi; uno di quelli che in politica non ci dovrebbero entrare nemmeno tramite liste civiche; uno di quelli che, nei cartelloni pubblicitari ed elettorali, accanto al proprio nome, dovrebbero vedersi specificato il "titolo" (condannato, indagato, prescritto, indultato, amico di un condannato, fratello di uno che poi sarebbe stato condannato etc.), affinché il cittadino per bene possa meglio conoscere le malefatte di chi vede in televisione.

E dico questo con dolore, perchè credimi, io vorrei poter ricordare ai venticinque lettori del mio blog che non tutti i reati sono uguali, che la diffamazione a mezzo stampa non è l'associazione mafiosa, che le contravvenzioni non sono i delitti, che un reato colposo non è un reato doloso, che il diritto non è religione, e così via. Se lo facessi, tuttavia, mi ritroverei immerso nell'imbarazzante paradosso di dover difendere te dalle barbare stronzate giuridiche che tu stesso propugnavi ai tempi del V-Day1, e di cui ti sei fatto promotore insieme a Beppe Grillo. Spero tu comprenda la mia difficoltà.

Mi limito perciò - e concludo - a ribadire il mio consiglio, seppure in forma diversa: caro Marco, abbi l'umiltà di scendere dall'iperuranica illusione che ti sei costruito e che hai propagandato in questi anni, e in cui i giudici sono la Verità e i "fatti" sono la Realtà; stai imparando sulla tua pelle che non è così. I giudici sbagliano, e i "tuoi" fatti - per quanto fedelmente e onestamente ricostruiti - non sono necessariamente l'incontrovertibile fotografia degli intrecci spazio-temporali.
Per fortuna, però, a tutto c'è un rimedio. Da parte nostra, ti siamo vicini nell'iter giudiziario che andrai ad affrontare, e siamo sicuri che il giudizio d'appello sarà in grado di ristabilire chiarezza e giustizia nella tua vicenda.

Sempre che qualcuno non ti prenda in parola prima, e lo abolisca.




* dalla prefazione di "Toghe rotte", di Bruno Tinti, prefazione in cui Travaglio espone alcune proprie proposte per il miglioramento del sistema-giustizia.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Oppure denunciami!



Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Travaglio non ha mai detto una cosa del genere sul giudizio di appello.
non ti fa onore inventarti una bufala per dare sfogo a un vecchio rancore antigrillino.
sei squallido e patetico.

Jean Lafitte

Rigitans' ha detto...

si, quello che te pare...però diciamo che senza travaglio la banda berlsconi si muoverebbe con piu facilità, inoltre si tiene ancora alta la questione legalità, che in italia sta affondando. poi travaglio lo sappiamo, è di destra.

io però continuo a difenderlo, pure "se ora è un delinquente".

piglio quel coso sul "grande facebook"...infatti mi sono iscritto da poco ma mi inquieta.

GG ha detto...

@ jeanlafitte:

non è la prima volta che vieni qui, ma ancora una volta ribadisco la mia opinione: non ci vuole un anonimo per fare un troll.
A pagina XVI di "Toghe Rotte", nella prefazione di Travaglio, è riportato esattamente quanto ho scritto io.
Ergo, gli insulti te li puoi anche inserire con voluttà nel già provato diociliberi.


@ rigitans:

OVVIAMENTE la storia del delinquente è semplicemente una polemica nei confronti di una persona per la quale anche solo un "indagato" non è degno di essere considerato persona morale. Fai bene a continuare a seguirlo, come farò pure io, ma ciò non fa che screditare il rigidissimo impianto moralista messo su abbastanza esageratamente da Travaglio e Grillo (e in parte il buon Di Pietro).
LA LEGALITA' NON E' LA MORALE. La legalità si radica nella costituzione: la proposta di legge del V-day è, nella parte in cui equipara i reati, altamente INCOSTITUZIONALE. Questo tanto per capirci, e non confondere i piani.
Che Travaglio sia di destra non c'entra niente, non mi ci soffermerei neppure...

Inoltre: Travaglio sarà anche quel che sarà, ma se dice o fa una stronzata non vedo perchè non scriverlo. Dovrei far passare bestialità giuridiche (e costituzionali, nonchè - per la storia dell'appello - di diritto umanitario e internazionale) solo perché è una bravissimo giornalista giustamente anti-berlusconinao? No. Non io, almeno.

LA LAICITA', GENTE. LA LAICITA' E' IL SALE DELLA DEMOCRAZIA, E NON SI ESPLICA SOLO NEL RAPPORTO CON LE RELIGIONI, BENSI' NEL RAPPORTO CON QUALSIASI PRETESA DI ASSOLUTO.

p.s. prendilo pure il bannerone. E' bene diffondere!! :D

Nev&Mal ha detto...

LA LAICITA' NON SI ESPLICA SOLO NEL RAPPORTO CON LE RELIGIONI, BENSI' NEL RAPPORTO CON QUALSIASI PRETESA DI ASSOLUTO.

Non potrei essere più d'accordo.Assolutizzare rende "impermeabili alla verità" (come dice il mio migliore amico), e non c'è cosa più pietosa. Travaglio non è intoccabile, il suo lavoro va giudicato volta per volta, come quello di tutti, riconoscendone i meriti ed eventualmente i demeriti.

Le cazzate scappano anche a lui.
Non facciamone un dio, non innalziamolo sull'altare. Non so se a lui potrebbe far piacere ma di certo costringerebbe molti di noi a rifiutare la sua religione.

In conclusione: ho apprezzato molto questo post, interessante, approfondito ed equilibrato.

BC. Bruno Carioli ha detto...

Ho letto con molto interesse il tuo post, commenti e repliche comprese.
Mi ritrovo integralmente in quello che hai scritto.
Complimenti.

GG ha detto...

Ti ringrazio. ;)

Franca ha detto...

Concordo con te.
Comunque, ce ne fossero di Travaglio!

Skeight ha detto...

Concordo con la tua opinione sul giudizio d'appello e sull'evitare di considerare i reati tutti allo stesso livello.
Tuttavia, questo tipo di polemiche emergono quando si inizia a considerare Travaglio più di quello che è, e cioè un giornalista. E, da questo punto di vista, è un ottimo giornalista, checché ne dica Giuseppe D'Avanzo sul suo metodo. Naturalmente Travaglio, al di là dei suoi dossier su politici indagati e/o condannati, ha anche le sue opinioni politiche, e queste non sono necessariamente da condividere, anche per chi appoggia il suo lavoro giornalistico. Io ad esempio non ho mai approvato il suo appoggio incondizionato a Grillo, ma non per questo ritengo meno utile il suo ruolo nello scovare e ricordare le malefatte dei vari governanti.
Il problema è che troppe persone caricano il lavoro di Travaglio di significati politici, sia per lodarlo sia per denigrarlo, e così si indeboliscono anche i suoi meriti. E però bisogna ricordare che, anche se appoggia leader politici discutibili (come Grillo e Di Pietro), Travaglio, anche nel suo blog, non si è mai proposto come leader, ma sempre e solo come giornalista. Speriamo che non finisca per credere a chi lo vorrebbe capopopolo

GG ha detto...

@ skeight:

d'accordissimo. anche sull'ultima frase, che credo sia molto interessante.

Nev-Mal ha detto...

Anch'io sono d'accordo con Skeight, hai centrato il problema in pieno.

scazonte ha detto...

non posso che sottoscrivere, seppure a malincuore.