J'ACCUSE

E alla fine ce l'hanno fatta.
Oggi la Camera ha dato il suo sì alla proposizione del(l'assurdo) conflitto di attribuzione davanti alla Consulta nei confronti della sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro. Domani toccherà al Senato, ed è molto probabile che l'orchestra suoni lo stesso pezzo.
Ignorando regole costituzionali e secolari principi di diritto, il parlamento italiano prosegue nella sua opera di distruzione del nostro già liso e provato senso di appartenenza nazionale.
In tutto ciò è ovviamente di vitale importanza andare a vedere chi ha votato per cosa; squadrare da capo a piedi i famelici torturatori-per-conto-di-Dio che abbiamo deciso - da popolo fatto di brava gente" quale siamo - di stipare fra i banchi parlamentari con le redini delle nostre vite in mano. E soprattutto: cercare di trovare almeno un motivo valido con cui giustificare la mozzafiato astensione del Pd.
Mi seguite in questa avventura? Ok, cominciamo.
No surprises su Pdl e Udc: assassini sono, e assassini rimarranno ancora per qualche secolo. Ma le grandi donne e i grandi uomini del Partito Democratico? L'orgoglioso centrosinistra a vocazione maggioritaria col delizioso cuore ripieno di democrazia e libertà? Gli Obama de noantri, i Zapatero allo zabaione, i calmi e pacati modernizzatori di questo paese eternamente post-bellico, dilaniato dagli artigli dei vecchi partiti e della Chiesa? Astenuti.
E perchè? Forse perchè - in linea col significato stesso della parola "astensione" - a loro di Eluana Englaro non interessa? Forse perché, a causa della presenza dei pittoreschi medievismi teo-dem, vi è un'impossibilità intrinseca al partito di arrivare ad una decisione unitaria sulla questione? O forse perchè questo Pd forse non esiste, celando in realtà - e con buona pace dell'ectoplasmico Veltroni - soltanto un intreccio tortuoso di correnti ed interessi, ad uso e consumo dei poteri forti retrostanti?
No, per carità, niente di tutto questo.
No, per carità, niente di tutto questo.
Ce lo spiega Antonello Soro, capogruppo al Senato, il vero motivo dell'astensione:"[Il Pd] si astiene perchè siamo contrari alla decisione di proporre il conflitto di attribuzione.
Questo è un modo rozzo e strumentale per affrontare un problema invece molto serio".
Soro non dice che un modo molto serio per iniziare ad affrontare il problema molto serio, tra l'altro essendo contrari alla proposta del Pdl, sarebbe stato fare opposizione molto seria e votare no.
Ma forse il problema è nostro, di noi ottusi progressisti, che semplicemente non siamo in grado di capire come si dovrebbe muovere una moderna forza riformista e democratica quando è all'opposizione. O perlomeno di capire Soro. Proporrei dunque di chiuderci in un fecondo silenzio di meditazione sulla affascinante tecnica dell' "astensione quando si è contrari" pocanzi illustrata, e di proseguire la nostra impervia analisi per altre vie.
Saltiamo d'un balzo la dichiarazione di Buttiglione (membro onorario del Pd), secondo cui "Eluana potrebbe anche svegliarsi, così, da un momento all'altro", e cerchiamo di sopravvivere alla crisi isterica esilarante.
Vediamo un po' se l'ala teo-dem, sicuramente meno imbrigliata nelle proprie dichiarazioni da impacci da realpolitik - o anche solo da una visione lucida della realtà - è in grado di svelarci l'arcano.
Dixerunt, a più voci:
Ma a parte questo, le dichiarazioni dei teodem non ci aiutano nel nostro intento: quanto può essere affidabile, infatti, la faccia candida della corrente più spaccona, oltranzista e ricattatrice del Pd quando afferma che l'astensione sul caso Englaro rappresenta "una importante manifestazione di unità e di compattezza"? Vorrei potermi sbagliare, ma tutta la scena presenta molti profili sufficientemente idonei a delineare la presa per il culo.
Non resta che rassegnarsi, amici miei. Non c'è effettivamente alcun motivo plausibile con cui giustificare l'astensione del Pd sul conflitto di attribuzione proposto dalla destra. Rimane soltanto un unico e grave possibile responso: il Pd non esiste. Non è mai esistito, non c'è, è un'illusione. In Italia non esiste alcun Partito Democratico, anche se indubbiamente ce l'hanno venduto così, e qualcuno l'ha anche pagato. Avevamo ragione noi quattro stronzi extraparlamentari: il Pd non è un'alternativa progressista al centrodestra, bensì una più accettabile e morigerata alternativa (comunque) conservatrice.
La ragazza ammiccante, col vestitino rosso e la pesca tra i denti, che campeggiava sui manifesti delle (pseudo)primarie dell'ottobre 2007, è e sarà sempre un formidabile atto di accusa nei confronti degli stessi illustri committenti all'epoca disperatamente bisognosi della nostra attenzione.
Guardatela: giovane, mediterranea, solare. Una ragazza acqua e sapone, pura, immersa nella colorata atmosfera della sua cucina. Frutta ovunque, abbondanza di rossi, gialli ed arancioni. Semplicità, immediatezza, sincerità. Le affidereste il vostro patrimonio, un figlio, la vita: è una persona per bene, fresca e trasparente. La riprova? La ragazza mangia. Vi morde in faccia una bella pesca matura, sorridendo al mondo, al paese, a voi. "Sono democratica, perciò decido io", afferma l'irriverente fanciulla in un sorriso carico di futuro e di responsabilità: la sua pesca è il farraginoso partito, è la nomenklatura dei grigi funzionari, l'Italia dell'odio, delle divisioni, dei vecchi parrucconi.
Un colpaccio di marketing, niente da dire.
Ma dov'è ora quella ragazza? Dov'è finita, dov'è la sua pesca? E alla fine, ha deciso?
Non ci è dato saperlo. A ben pensarci, potrebbe anche essere che, al pari del partito che l'ha scelta come sponsor, la giovane democratica non sia mai esistita.
Ma perdìo, riuscite a vederlo o non anche voi che quella ragazza somiglia paurosamente ad Eluana Englaro?
Ma forse il problema è nostro, di noi ottusi progressisti, che semplicemente non siamo in grado di capire come si dovrebbe muovere una moderna forza riformista e democratica quando è all'opposizione. O perlomeno di capire Soro. Proporrei dunque di chiuderci in un fecondo silenzio di meditazione sulla affascinante tecnica dell' "astensione quando si è contrari" pocanzi illustrata, e di proseguire la nostra impervia analisi per altre vie.
Saltiamo d'un balzo la dichiarazione di Buttiglione (membro onorario del Pd), secondo cui "Eluana potrebbe anche svegliarsi, così, da un momento all'altro", e cerchiamo di sopravvivere alla crisi isterica esilarante.
Vediamo un po' se l'ala teo-dem, sicuramente meno imbrigliata nelle proprie dichiarazioni da impacci da realpolitik - o anche solo da una visione lucida della realtà - è in grado di svelarci l'arcano.
Dixerunt, a più voci:

"Oggi il Pd con una sofferta mediazione ha offerto una importante manifestazione di unità e di compattezza non partecipando al voto sul conflitto di attribuzione [...]Che carini. Loro vogliono che Eluana viva. Loro si batteranno con le unghie e con i denti affinchésia riconosciuto ad Eluana il diritto a vivere. In pratica la solita battaglia contro i mulini a vento - visto che nessuno ha mai negato a quella povera donna il diritto a vivere - di chi non riesce proprio a concepire l'enorme differenze tra diritto a vivere e (divieto di) dovere di vivere. Una differenza su cui poggia - bazzecole, quisquilie - tutto il complesso ordinamentale dei moderni stati liberaldemocratici.
Noi vogliamo che Eluana viva riconoscendo anche alla sua esistenza attuale il diritto a vivere e riaffermando che nessuno può assumersi la tragica responsabilità di togliere la vita ad un'altra persona".
Ma a parte questo, le dichiarazioni dei teodem non ci aiutano nel nostro intento: quanto può essere affidabile, infatti, la faccia candida della corrente più spaccona, oltranzista e ricattatrice del Pd quando afferma che l'astensione sul caso Englaro rappresenta "una importante manifestazione di unità e di compattezza"? Vorrei potermi sbagliare, ma tutta la scena presenta molti profili sufficientemente idonei a delineare la presa per il culo.
Non resta che rassegnarsi, amici miei. Non c'è effettivamente alcun motivo plausibile con cui giustificare l'astensione del Pd sul conflitto di attribuzione proposto dalla destra. Rimane soltanto un unico e grave possibile responso: il Pd non esiste. Non è mai esistito, non c'è, è un'illusione. In Italia non esiste alcun Partito Democratico, anche se indubbiamente ce l'hanno venduto così, e qualcuno l'ha anche pagato. Avevamo ragione noi quattro stronzi extraparlamentari: il Pd non è un'alternativa progressista al centrodestra, bensì una più accettabile e morigerata alternativa (comunque) conservatrice.
La ragazza ammiccante, col vestitino rosso e la pesca tra i denti, che campeggiava sui manifesti delle (pseudo)primarie dell'ottobre 2007, è e sarà sempre un formidabile atto di accusa nei confronti degli stessi illustri committenti all'epoca disperatamente bisognosi della nostra attenzione.
Guardatela: giovane, mediterranea, solare. Una ragazza acqua e sapone, pura, immersa nella colorata atmosfera della sua cucina. Frutta ovunque, abbondanza di rossi, gialli ed arancioni. Semplicità, immediatezza, sincerità. Le affidereste il vostro patrimonio, un figlio, la vita: è una persona per bene, fresca e trasparente. La riprova? La ragazza mangia. Vi morde in faccia una bella pesca matura, sorridendo al mondo, al paese, a voi. "Sono democratica, perciò decido io", afferma l'irriverente fanciulla in un sorriso carico di futuro e di responsabilità: la sua pesca è il farraginoso partito, è la nomenklatura dei grigi funzionari, l'Italia dell'odio, delle divisioni, dei vecchi parrucconi.
Un colpaccio di marketing, niente da dire.
Ma dov'è ora quella ragazza? Dov'è finita, dov'è la sua pesca? E alla fine, ha deciso?
Non ci è dato saperlo. A ben pensarci, potrebbe anche essere che, al pari del partito che l'ha scelta come sponsor, la giovane democratica non sia mai esistita.
Ma perdìo, riuscite a vederlo o non anche voi che quella ragazza somiglia paurosamente ad Eluana Englaro?
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13 commenti:
l Pd non è un'alternativa progressista al centrodestra, bensì una più accettabile e morigerata alternativa (comunque) conservatrice
Concordo...
Stanno scomparendo tutti i diritti elementari, vuoi che non tolgano anche quello di "decidere" il proprio trapasso?!?!?
Tra parentesi:
gli unici contrari sono stati i Radicali e DI PIETRO.
Spero che socialisti/comunisti/socialdemocratici e quant'altro ne tengano conto, e comincino a riconsiderare alcune posizioni aprioristiche e inutilmente feroci contro il grande "giustizialista" cattolico.
"sono democratica, perciò mi astengo" sarebbe stato più appropriato come slogan. In Italia lo Stato e la Chiesa finiscono sempre per mettere il naso dappertutto. Che nausea!!
"Sono democratica perciò decido io". Certo, purché non pretendi di decidere su te stessa...
Cosa ti aspettavi GG, se dentro al PD abbiamo l'intera Margherita da Rutelli a via via tutti gli altri e le altre...
Ovvio che questa fosse la presa di posizione.
Ovvio e disgustoso.
Post perfetto GG.
Ora possiamo contare solo sull'ordine del giorno approvato oggi che impegna il Parlamento ad esaminare ed approvare entro il 2008 una legge sul testamento biologico.
@ jaime:
non lo sapevo...!
Certo, ti confesso che se le cose stanno nei termini in cui vengono messe qui, allora è possibile che sia un buco nell'acqua, una flebile speranza già stroncata da un affossamento pressoché ovvio da parte dell'attuale maggioranza.
Avevo letto il tuo post via reader, come sempre. Niente da aggiungere a quel che hai già detto... Il fatto che il PD raggiunga un punto di equilibrio sull'astensione la dice lunga su quello che ci possiamo aspettare.
(Sarai mica ancora a Pisa? In questa stagione gli studenti migrano verso luoghi più accoglienti di solito. O non ti vuoi perdere l'afa e le zanzare tigre?)
Eh, io purtroppo sono residente a Pisa, e quindi non ho meridione a cui tornare...:(
Però a fine agosto un viaggetto lo farò di sicuro. Mi porterò dietro qualche tigre, perchèsenza proprio non so starci!
Attualmente, comunue, sto scontando una violentissima influenza intestinale, che mi sta facendo scoprire lati inediti del mio io. :D
Non ho parole.
che partito (?) del menga!
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